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Domenica 5 ottobre 14 - FESTA DELL'INFANZIA organizzata dalle scuole dell'infanzia di Rebbio continua »


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» Programmazione 2013/2014

Attività didattiche > Programmazione 2013/2014

 

 
 
 
La programmazione dell’anno scolastico 2013/2014 non parte da un tema definito preventivamente dalle insegnanti, anche se a tutto il corpo docenti sono chiare le finalità della scuola dell’Infanzia e gli obiettivi formativi che vengono riportati poi di seguito.
        Si partirà da un’osservazione attenta e prolungata dei bambini e del gruppo classe per aver chiare le dinamiche, gli equilibri o gli squilibri esistenti. Poi si andrà alla ricerca attiva dei potenziali e delle possibilità che la classe ha in sé ed aiutandosi con varie conversazioni con i bambini si arriverà a vedere quale argomento o interesse li accomuna come gruppo. Con la collaborazione di tutti si svilupperà un progetto rendendo i bambini sempre più protagonisti della programmazione; naturalmente l’insegnate con la sua abilità farà da regista, cioè convoglierà gli stimoli, i desideri dei bambini per rendere possibile una forma di realizzazione concreta, sviluppando la curiosità, le abilità manuali, corporee e cognitive del bambino.
        La programmazione sarà chiara quindi alla fine dell’anno quando si potrà raccontare ai genitori il cammino fatto durante l’anno. Per rendere i genitori più partecipi del lavoro e degli interessi dei bambini si faranno anche delle riunioni de sezione durante l’anno per raccontare cosa è emerso dall’immaginazione, dall’osservazione e dall’impegno quotidiano dei bambini e delle insegnanti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SCUOLA DELL’INFANZIA
 
La scuola dell’infanzia, liberamente scelta delle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni di età. Essa è espressione di una cultura che da’ valore all’infanzia.
La scuola dell’infanzia è oggi un sistema pubblico integrato in evoluzione, che rispetta le scelte educative delle famiglie e realizza il senso nazionale e universale del diritto all’istruzione.
 
 
I BAMBINI, LE FAMIGLIE, L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
 
I bambini
 
I bambini sono attivi, amano costruire, giocare, comunicare e indagare la realtà. Giungono alla scuola dell’infanzia con una storia:
 
·        Hanno imparato a parlare e muoversi in autonomia;
·        Hanno sperimentato le prime e più importanti relazioni;
·        Hanno appresso ad esprimere emozioni e ad interpretare ruoli attraverso il gioco;
·        Hanno appreso i tratti fondamentali della loro cultura.
Fra i tre e i sei anni incontrano e sperimentano diversi linguaggi, scoprono attraverso il dialogo ed il confronto con gli altri bambini l’esistenza di diversi punti di vista, pongono per la prima volta le grandi domande esistenziali, osservano e interrogano la natura, elaborano le prime ipotesi sulla lingua, sui media e sui diversi sistemi simbolici.
 
Le famiglie
 
Le famiglie rappresentano il contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, e pur nella loro diversità sono sempre portatrici di risorse che possono essere valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di creare una rete solida di scambi e di responsabilità comuni.
 
Alla scuola dell’infanzia si affacciano genitori che provengono da altre nazioni e che costruiscono progetti lunghi o brevi di vita per i loro figli nel nostro paese. La scuola dell’infanzia è per loro occasione di incontro con altri genitori, per costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità.
 
Le famiglie dei bambini con disabilità chiedono sostegno alla scuola per promuovere le risorse dei loro figli, in modo che ciascun bambino possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri il proprio percorso di formazione.
 
 
 
 
 
 
 
L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
 
La scuola dell’infanzia si proporrà come contesto di:
 
 
In cui saranno filtrate, analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i bambini sperimentano nelle loro esperienze. Essa promuoverà una pedagogia attiva e delle relazioni che si manifesterà nella capacità degli insegnanti di:
 
·        Dare ascolto e attenzione a ciascun bambino;
·        Aver cura dell’ambiente, dei gesti e delle cose;
·        Accogliere, valorizzare ed estendere la curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini;
·        Creare occasioni e progetti per aiutarli ad organizzare le varie conoscenze.
 
Nella scuola dell’infanzia l’apprendimento avverrà attraverso:
 
Ø     L’esperienza diretta;
Ø     L’esplorazione;
Ø     I rapporti interpersonali tra bambini e con le insegnanti;
Ø     I rapporti con la natura, gli oggetti, l’arte, il territorio e le sue tradizioni;
Ø     La rielaborazione collettiva individuale delle esperienze;
Ø     Le attività ludiche.


 
 
 
 
 
 
 
La scuola dell’infanzia organizzerà le proposte educative e didattiche espandendo e dando forma alle prime esplorazioni, intuizioni e scoperte dei bambini, attraverso un curricolo esplicito al quale è sotteso un curricolo implicito, costituito da costanti che definiscono l’ambiente di apprendimento e lo rendono specifico e immediatamente riconoscibile:
 
o       Lo spazio accogliente, caldo, curato, orientato dal gusto che parla dei bambini, del loro valore, dei loro bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità;
o       Il tempo disteso, nel quale è possibile per il bambino giocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare, capire, crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita;
o       La documentazione, come processo che produce tracce, memoria e riflessione, che rende visibili le modalità e i percorsi di formazione e che permette di valutare e sviluppare legami di corresponsabilità, di incoraggiare il dialogo e la cooperazione.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FINALITA’
 
Per ogni bambino o bambina, la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere:
 
Lo sviluppo
dell’IDENTITA
 
 
*       Imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze
*       Imparare a conoscersi;
*       Sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile;
*       Sperimentare diversi ruoli: figlio, alunno, compagno;
*       Sperimentare diverse forme di identità: maschio, femmina, abitante di un territorio.
Lo sviluppo
dell’AUTONOMIA
 
 
*       Interpretare e governare il proprio corpo;
*       Partecipare alle attività nei diversi contesti;
*       Aver fiducia in sé e fidarsi degli altri;
*       Realizzare le proprie attività senza scoraggiarsi;
*       Provare piacere nel fare da sé e saper chiedere aiuto;
*       Esprimere sentimenti ed emozioni attraverso i vari linguaggi;
*       Esplorare la realtà;
*       Comprendere le regole della vita quotidiana;
*       Dare spiegazione del proprio comportamento;
*       Assumere atteggiamenti sempre più responsabili.
Lo sviluppo
della COMPETENZA
 
 
*       Imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto;
*       Rielaborare le proprie esperienze attraverso i vari linguaggi;
*       Sviluppare la curiosità e la riflessione.
                                                    Lo sviluppo della
CITTADINANZA
 
 
*       Scoprire gli altri e i loro bisogni;
*       Gestire i contrasti attraverso regole condivise;
*       Esprimere il proprio pensiero;
*       Rispettare il punto di vista dell’altro;
*       Porre le fondamenta di un abito democratico, eticamente orientato, aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura.
 
I CAMPI DI ESPERIENZA
 
I campi di esperienza sono i luoghi del fare e dell’agire del bambino orientati dall’azione consapevole delle insegnanti e introducono ai sistemi simbolico-culturali.
La scuola articolerà i campi di esperienza al fine di favorire il percorso educativo di ogni bambino, aiutandolo ad orientarsi nella molteplicità e nella diversità degli stimoli e delle attività.
 
 
 
 
IRC
 
 
Anno 2013-2014
 
Il percorso si articola in unità di lavoro:
 
A come ACCOGLIENZA: braccia aperte verso gli altri
C come CREATURE: tutte differenti
F come FESTA: per la venuta di Gesù
C come CAMMINO: in cerca di Dio
G come GESU’: quattro ritratti
R come RISORTO: “Alleluia”
S come SIGNORE… che ha tanto amato
F come FRATELLI: amatevi come io vi ho amati!
D come DONARE: un cesto pieno di talenti
   
 
Metodologia
 
Si parte sempre dall’esperienza diretta dei bambini. E’ il momento del fare, vedere, toccare, sentire, muoversi, esplorare, utilizzare i sensi per leggere gli elementi della realtà, evocandone vissuti e ricordi da recuperare in seguito.
Poi si passa a problematizzare l’esperienza. Dal fare si passa al pensare, al raccontare lo stupore provato davanti alla realtà, a descrivere i ricordi e/o il disorientamento avvertito. Questa motivazione diventa spinta ad indagare al realtà stessa.
Così si può intuire il senso dell’esperienza leggendo i propri vissuti e scoprendone il “perché”, riesprimendo il senso della realtà con diversi
linguaggi, con parole, gesti, con immagini e rappresentazioni. E’ il momento della riflessione e della consapevolezza.
Infine i pensieri dei bambini si collegano scoprendo un significato che va oltre l’esperienza stessa, intuendone il significato religioso. E’ tempo di far sintesi degli elementi emersi e operare una rilettura in chiave religiosa dell’esperienza vissuta o raccontata.